Car Sharing a Genova: la storia, il bilancio d’esercizio, i cambiamenti

By | 18 Agosto 2016

Entro la fine del mese di agosto Genova potrebbe avere un nuovo servizio di car sharing, gestito da privati che hanno vinto la gara per l’assegnazione.

 

La storia

La prima comparsa di Genova Car Sharing c’è stata nel 2004, quando la città è stata scelta come Capitale Europea della Cultura. L’iniziativa era stata sostenuta da finanziamenti del Ministero per promuovere una mobilità alternativa e sostenibile, e l’accoglienza era stata piuttosto tiepida: non c’erano auto sufficienti, la gestione non era ottimale rispetto ai bisogni degli utenti e i punti d’accesso non erano distribuiti in modo omogeneo in città. Il servizio è pur stato usato, anche se i ricavi non sono stati sufficienti a raggiungere un attivo solido. Sette anni dopo la società è stata assorbita da Genova Parcheggi, controllata per intero dal Comune, per cercare di supplire alle perdite del bilancio d’esercizio che non potevano più essere aiutate dai finanziamenti del governo a causa della spending review. Ora bisogna cercare di trovare altri finanziamenti, poiché la città, da sola, non riesce a sostenere i costi.

 

Il bilancio d’esercizio

Da un passato bilancio d’esercizio è risultato che la perdita era di 318mila euro, la più alta a coronare l’andamento negativo iniziato nel 2010, quando il passivo era di 27.698 euro (263.386 nel 2013). D’altro canto, l’intenzione di migliorare la mobilità in città è molto forte, tanto da far passare, almeno momentaneamente, in secondo piano le difficoltà economiche. Visto che, tuttavia, i finanziamenti pubblici faticano ad arrivare, si comincia a chiedere aiuto ai privati, che potrebbero riuscire a gestire meglio anche l’organizzazione del servizio.

 

Novità

Sicuramente il car sharing sarà privato, ma non si sa ancora se l’amministrazione comunale ne avrà delle quote, ma senza liberalizzazione del settore. Ci saranno più auto e l’intenzione sarebbe di dare la possibilità di parcheggiarle ovunque e non solo nelle aree dedicate, per facilitarne l’uso e ridurne i costi per i cittadini.

 

Il quadro generale

In quest’ottica, Genova andrebbe a unirsi a molte altre città, anche europee, dove il servizio sta avendo un riscontro positivo, anche considerando la tendenza a privilegiare la mobilità privata invece di quella pubblica.